Scavi del duomo di Bondeno – grande successo per le visite guidate

Ancora un successo di pubblico e di interesse per le visite guidate, curate dagli archeologi di Associazione Bondeno Cultura – Culture Keys, al saggio di scavo aperto presso l’abside della chiesa arcipretale di Bondeno. Nei giorni domenica 17 e lunedì 18 luglio, grazie alla grande disponibilità della parrocchia e del responsabile scientifico dello scavo, dott.ssa Chiara Guarnieri, sono state circa 100 le persone che hanno potuto esplorare la storia riportata alla ribalta dallo scavo archeologico nel cortile della canonica, eseguito dalla ditta Mauro Librenti di Bologna.

Oltre all’abside tardogotico quattrocentesco, riportato alla sua quota originaria grazie alla rimozione degli spessi sedimenti formatisi alla base, gli intervenuti hanno potuto osservare le interessanti strutture murarie precedenti alla costruzione dell’attuale chiesa, di cui non si aveva alcuna notizia, e che si pensa potessero appartenere ad una o più abitazioni private o legate al complesso della precedente pieve romanica. Interessanti in particolare i materiali, che testimoniano con molti particolari la vita quotidiana a Bondeno nella prima metà del ‘400, con particolare riferimento alla sfera dell’alimentazione e della preparazione dei cibi, di cui si sono rinvenuti abbondanti resti.

E’ stata anche un’occasione per puntualizzare lo stato dei lavori di restauro del complesso parrocchiale, che hanno decisamente cambiato (in meglio) il volto della chiesa e delle sue pertinenze, e hanno fornito l’occasione per le indagini archeologiche. A partire dal primo limitato saggio di scavo in navata, svolto nel gennaio 2016, passando per quello appena terminato, l’obiettivo, condiviso e sostenuto dai numerosi visitatori, è quello di avere altre occasioni per indagare il sottosuolo, così ricco di sorprese e di informazioni, sì utili e formative, ma anche che creano un’”identità” in cui si possono riconoscere tutti i cittadini.

Fare archeologia partecipata significa condividere le conoscenze che derivano dalla ricerca scientifica con i non professionisti, dimostrando che ciò che si fa con l’archeologia ha un valore ben preciso e importante. Un valore che può diventare fondamentale dal momento che, vivendo “nella storia”, si tendono a perdere i punti di riferimento: ne sono dimostrazione i recenti accanimenti terroristici contro opere d’arte del passato, “nemiche” in quanto testimoniano che, in un passato più o meno lontano, ovunque ci poteva essere qualcosa di “diverso” da ciò che attualmente c’è, e che in virtù anche di questo può e potrà essere messo in discussione. L’archeologia va trattata bene; e questo anche saltando a piè pari certe recenti “polemiche” per cui un quotidiano nazionale, non sapendo più con chi prendersela, ha accusato in prima pagina gli archeologi di “rallentare lo sviluppo dell’Italia”, perché sui lavori pubblici sono obbligatori i controlli archeologici (meglio tacere dell’occasione tragica in cui è stata tirata in ballo questa cosa). Per lo stesso principio, perché non proporre di abolire i semafori o le strisce pedonali da tutte le strade, così i camion risparmiano tempo e gasolio, o di fare una bell’uscita dell’autostrada in piazza della Signoria a Firenze, così i turisti arrivano prima e meglio, parcheggiando direttamente dentro a Palazzo Vecchio? Piccolo dettaglio: risparmi tempo e denaro..ma che cosa perdi, per sempre? Ebbene, anche noi, ieri, a Bondeno, abbiamo potuto dire: “Ti spiego l’archeologia!“. Nel nostro piccolo… orgogliosi di farlo!!

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